“Tutta l’arte è autobiografica,
la perla è l’autobiografia dell’ostrica.” 
(FefericoFellini)

A cura di
Rosalba Antonelli


La perla è uno degli oggetti simbolici più ricchi della tradizione figurativa. Racchiude valori diversi e talvolta opposti: purezza e vanità, preziosità e fragilità, nascita organica e prestigio sociale. Per questo la sua presenza nei dipinti non è mai neutra.

Il percorso proposto da Rosalba Antonelli attraversa opere sacre e profane, ritratti aristocratici e immagini devozionali, mostrando come la perla partecipi alla costruzione dell’identità dei personaggi rappresentati. Indossata, offerta, cucita sugli abiti o trasformata in dettaglio luminoso, essa definisce gerarchie, appartenenze e qualità morali.

La citazione di Federico Fellini posta in apertura della conferenza suggerisce una chiave interpretativa efficace: la perla come autobiografia. Ogni perla porta in sé una storia di stratificazione, attesa e trasformazione. Lo stesso accade nelle immagini, dove il gioiello diventa condensazione di memoria, desiderio e racconto.

 

 

Indossare o meno le perle è sempre stato legato alle mode e stili del momento, a loro volta condizionati  dalla disponibilità delle perle stesse e dall’evoluzione del gusto.
Se le perle hanno sempre appassionato le donne, vedremo che gli uomini non sono restati immuni dal desiderio di possederne e sfoggiarle.
Le perle vennero utilizzate anche in campo medico: triturate finemente e mescolate poi con differenti materiali si creavano sostanze a cui venivano attribuiti poteri benefici. Non si trattava di trattamenti stregoneschi poichè questi preparati erano appannaggio della cultura medica alta dell’epoca; ad esempio in Cina i medicamenti con perle erano così preziosi da essere riservati solo all’imperatore.

Anige, Ritratto di Chabi, 1294, Museo del Palazzo Nazionale, Taipei.

Nel mondo occidentale, fu soprattutto in epoca romana che si diffusero le perle che vennero usate non solo nei gioielli, ma anche per ornare vestiti e anche calzari.
Anche le donne della piccola borghesia romana di provincia si ornavano, come la fornaia di Pompei, con le perle. 
Ritratto di fanciulla, Fayyum, 100-200 d.C.,  Kunstmuseum der Universität,  Bonn
Da Pompei,Terentius Neo e sua moglie la fornaia,
55-79 d.C., Museo archeologico, Napoli.

In epoca bizantina, per legge, perle e smeraldi potevano essere indossati esclusivamente dai sovrani, per i loro splendidi ornamenti: lo sfarzo della gioielleria era strettamente legata al PROCESSO DI DIVINIZZAZIONE dei sovrani orientali.

Giustiniano e Teodora, part., VI sec., Basilica di S. Vitale, Ravenna.

Gli orecchini, indossati dalle donne dell’antichità fino al VI secolo, non si vedono più fino al XVI secolo: la cultura cristiana era contraria ad ogni modifica del corpo che Dio ci ha donato, quindi niente buchi alle orecchie!
Sarà solo nel basso medioevo, ai tempi di Marco Polo, che le perle irromperanno sulla scena europea, non solo negli ambienti più elevati, ma anche nei corredi di persone ricche, non necessariamente nobili.
L’iconografia del periodo ci mostra una grande profusione di perle su vesti, cinture, copricapi, gioielli e usate anche come bottoni.
Contemporaneamente, già dalla metà del 1200, si ebbero emanazioni di leggi suntuarie per regolare “le vanità”. Va tuttavia precisato che queste leggi non servivano a porre un argine a spese eccessive o ad ostentazioni smodate: il loro scopo era contenere consumi inappropriati non proporzionati alla posizione sociale occupata. Ognuno doveva apparire adeguatamente al proprio stato.

Pisanello, Ritratto di Leonello d’Este, 1441, Accademia Carrara, Bergamo.
Bernardini dé Conti, La dama di Rothschild,
1490, coll. priv.

Nel quattrocento s’affermò la moda del «vezolo di perle», cioè una collana di perle corta , che divenne ben presto un simbolo: la donna che lo indossava mostrava da un lato il suo stato sociale e dall’altro anche il suo stato coniugale ove, all’interno del matrimonio, era legittimata la sessualità. La collana di perle divenne il simbolo della bellezza,  della virtù, del ritegno di chi la indossa: per questo motivo le troviamo rappresentate sul capo della Vergine Maria o sulla fronte di varie sante.

Carlo Crivelli, , Madonna Lenti, 1480, MET, NY
Carlo e Vittore Crivelli,
S. Caterina d’Alessandria, part., 1477-80,
chiesa s. Martino, Monte S. Martino (MC)

Le perle continuarono ad esprime ricchezza e appartenenza ad un alto grado sociale non solo nel quattrocento ma anche nei secoli successivi: le troveremo montate in collane, intrecciate ai capelli, montate sugli abiti…

a sx: Giovanni Ambrogio dé Predis,Bianca Maria Sforza, 1493, National Gallery of Art, Washington D.S.
Sopra: Bronzino, Ritratto di Eleonora di Toledo con il figlio Giovanni,1545,  Galleria degli Uffizi, Firenze.



Tra le altre novità già a fine cinquecento s’affermò l’uso di gorgiere bianche fittamente pieghettate che incorniciavano volti resi chiari da biaccature e ciprie  fatte anche con polvere di perle. La scelta del nero per il colore dell’abito faceva risaltare ancor più le perle e le gorgiere. L’interprete più emblematica di questa moda fu senza dubbio Elisabetta I.

George Gower, Elisabetta I, Ritratto dell’armada, part., 1588, National Portrait Gallery, Londra.

Parliamo ora dell’uso maschile di portare le perle: la moda della perla indossata al lobo sinistro, spopolò in europa da fine ‘500 e per tutto il ‘600. I numerosi ritratti di regnanti adorni di perle erano in grado di trasmettere raffinatezza e potere. A questa moda va aggiunta quella di fili e fili di perle sfoggiati dagli uomini come documentano i ritratti del duca di Buckingham….

A sx: Scuola fiorentina, Ritratto di Antonio dé Medici, XVII sec., Museo storico della caccia e del territorio, Fi.
Sopra: Paul van Somer, George Villiers, duke of Buckingham, 1662, Museum of fine arts, Houston.

Anche tra le donne esplose una vera e propria passione per gli orecchini. Con l’arrivo delle gorgiere gli orecchini rischiavano di scomparire per cui divennero sempre più voluminosi. Ovviamente perle così grandi erano appannaggio solo di persone grandemente prestigiose e ricche. La moda dei grandi orecchini di perle continuò fino a tutto il ‘700.

Scuola francese, Ritratto di Louise Marguerite of Lorraine, 1600-10, Musée Condé, castello di Chantilly.
Rosalba Carriera, Ritratto di Caterina Sagredo Barbarigo, 1740, Ghemäldegalerie, Alte Meister, Dresden

PERLE IMPERFETTE dette anche SCARAMAZZE
In origine le perle «imperfette», dette scaramazze o barocche, venivano scartate perché non esattamente sferiche. Tuttavia, grazie all’abilità e all’ingegno di esperti gioiellieri esse vennero utilizzate per creare oggetti strani, talvolta surreali, fuor dell’ordinario. Essi vennero via via sempre più richiesti nell’ambito di un collezionismo di preziose rarità artistiche che s’iniziò a praticare presso le corti europee dal ‘500 e che restò in voga per tutto l’ottocento.

a sx.Bijou Canning”, 1550
centro: Culla con bambino,
 XVII sec.
sopra:  Ciondolo con fortuna, 1859-1907.

Le perle mantennero un posto privilegiato nella gioielleria anche nel XVIII e XIX secolo  quando furono abbinate soprattutto ai diamanti.
Con l’Art Nouveau i gioielli furono considerati opere d’arte e in essi le perle di ogni tipo e colore trovarono spazio con accostamenti nuovi inclusi materiali più poveri. René Lalique fu  il più noto ideatore di gioielli dell’epoca.

Reneè Lalique, pendente a tema Uccelli, 1898, Metropolitan Museum of Art, New York.
a dx: Gaston Chopard, Pettine a coda  Cigales, guscio tartaruga, smalto, oro smaltato e perle, 1903,
 Musée des arts décoratifs, Parigi.

Con l’inizio del XX secolo la scoperta del metodo di produzione delle perle coltivate ad opera del giapponese Kokichi  Mikimoto portò all’immissione sul mercato di quantità sempre crescenti di perle di ogni tipo, grandezza, colore rispetto al passato facendole così diventare un oggetto alla portata di tutti grazie ad una spesa più contenuta. Questa straordinaria rivoluzione si unì ai grandi cambiamenti sociali avvenuti nel corso del secolo: la donna entrò sempre più nel mondo del lavoro, trasformando abbigliamento e abitudini, relazioni sociali, condizione economica.Tutto questo offrì alle donne che lo avessero desiderato la possibilità di possedere un gioiello con perle.
Una grande rivoluzione si ebbe nel 1924 quando Coco Chanel iniziò ad usare perle finte anche sugli abiti. Ella inoltre attuò una sorta di modernizzazione, sdoganando l’idea che un gioiello fatto con le perle potesse essere adatto solo a donne anziane e di fatto lo trasformò in uno degli accessori più versatili di sempre.
Negli ultimissimi anni l’interesse per le perle è cresciuto enormemente tanto da diventate uno strumento versatile di espressione personale non solo per le donne, ma anche per gli uomini che hanno iniziato a considerarlo un gioiello da auto-regalarsi e, perché no, da portare volendo ogni giorno.

LOS ANGELES – MARCH 3: Movie star Marilyn Monroe hosts a press party held at her home on March 3, 1956 in Los Angeles, California. (Photo by Michael Ochs Archives/Getty Images)
Timothée Chalamet.