Il riso femminile è stato a lungo osservato, codificato e contenuto. Nella cultura visiva occidentale esso compare spesso come gesto da disciplinare, da rendere grazioso, moderato e compatibile con un ideale di bellezza e cortesia. Proprio per questo racconta molto più di un’emozione: racconta una norma.

La conferenza prende in esame il modo in cui il riso delle donne viene rappresentato e interpretato, mostrando come il corpo femminile sia stato spesso investito da aspettative morali e sociali molto precise. Ridere non è soltanto un’espressione spontanea: è un comportamento letto, giudicato e talvolta corretto.

Le opere citate, da Leonardo a Murillo fino a Simon Vouet, permettono di osservare una gamma sottile di gesti, sorrisi, aperture del volto e atteggiamenti dello sguardo. Il risultato è una storia culturale del riso che illumina il rapporto tra femminilità, decoro e libertà del corpo.

In questa prospettiva, il sorriso e la risata diventano un archivio di convenzioni e resistenze, capace di aprire nuove domande sul modo in cui le immagini hanno costruito il femminile.

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